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Francesco Totti (fonte: AS Roma)

Ci sono momenti che passano alla storia nell’istante stesso in cui si consumano. Per l’emozione che trasmettono, e per ciò che rappresentano.
I minuti giocati da Totti due sere fa, nel finale di partita degli ottavi di Champions League disputati dalla Roma in casa del Real Madrid, potrebbero essere gli ultimi, nella storia della competizione europea, per il nostro Capitano. Già solo questo varrebbe a sottolineare l’evento.
Per la stagione in corso è una certezza, visto che la Roma è stata eliminata nel doppio confronto con le merengues. Per la prossima vi sono due condizioni: che la Roma si qualifichi, e che Francesco nostro ne faccia ancora parte come calciatore. Delle due, la più probabile al momento appare la prima, mentre sulla seconda permangono seri dubbi. Lui si sente ancora un giocatore e vorrebbe calcare i campi un altro anno, la società pare assai più orientata a ringraziarlo per la sua carriera leggendaria e ad averlo nei ranghi come dirigente.

Fra questi legittimi e non lievi dubbi, permane una certezza. Lontano dai campanilismi nostrani, non di rado miseri, che offuscano il giudizio anche di molti che pure – in altre circostanze – si mostrano capaci di argomentare di calcio con apprezzabile lucidità, i grandi palcoscenici internazionali confermano di saper riconoscere la vera grandezza e tributare ai campioni l’omaggio che meritano, anche quando indossano la maglia di una squadra avversaria. Assistere all’ingresso in campo di Totti al Bernabeu e ascoltare la salva di applausi dei tifosi madridisti, alcuni di loro in piedi, è motivo di orgoglio e di sincera emozione.

“Si vede che qualcosa al calcio ho dato”, ha dichiarato Francesco, sorpreso ed emozionato a sua volta. Si direbbe proprio di sì 🙂

 

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