Atrio della Stazione Termini, lato verso via MarsalaAtrio della Stazione Termini, lato verso via MarsalaVia Marsala, vista dalla pensilina fuori la Stazione TerminiVia Marsala, vista dalla pensilina fuori la Stazione TerminiPiazza dei Cinquecento, con sullo sfondo le Terne di DioclezianoVia Giolitti e Palazzo Massimo alle TermeVia Giolitti e l’imbocco di via Cavour
(Riassunto delle puntate precedenti: Bill è tornato a Roma e ripercorre ancora una volta i propri passi per le vie della Città Eterna).
Esattamente trent’anni fa, circa a quest’ora, mettevo piede a Roma per la prima volta.
Nella carrellata di foto qui sopra, una sequenza delle prime cose che vidi appena fuori dalla Termini. Forse qualche dettaglio nel frattempo è cambiato, ma l’insieme no, quello è rimasto il medesimo.
Foro di Traiano e colonna traianaForo di TraianoMercati traianeiMercati traianeiMercati traianeiForo di NervaColosseo, visto da via dei Fori ImperialColosseo, sperone SternColosseo, sperone SternColosseo, lato antistante alla Meta SudansColosseo, lato antistante alla Meta SudansTempio di Saturno, presso il Foro romanoPonte Sisto, visto dal Lungotevere Farnesina
(Riassunto della puntata precedente: Bill celebra l’inizio del nuovo anno nel nome di Cesare e del dio Giano e si appresta a tornare sul sacro suolo).
Ed eccomi di nuovo qui, con il naso per aria, gli occhi pieni di meraviglia. E con in più, rispetto alle prime volte, il gusto dell’anticipazione nell’approssimarmi a scorci e vedute amatissime, il compiacimento e la gioia nel ritrovarle e nel cogliere, qua e là, alcuni miglioramenti. Nell’illuminazione notturna, ad esempio, che ho l’impressione sia stata aggiornata e faccia risaltare meglio i dettagli come l’insieme, Così come, anche, gradite sorprese. Tipo la seconda fila di colonne innalzate nel foro di Traiano, sopra un architrave ricostruito che a sua volta poggia su capitelli ricostruiti a completare le altre colonne originali poste a piano terra che già vi si trovavano erette.
buon Capodanno, buon inizio di nuovo anno e buon primo giorno del mese dedicato al dio Giano, il guardia-di-porta dell’antichità romana.
Dio bifronte che, quando ne sentivo parlare da regazzino tipo a scola o a messa, mi veniva presentato quasi come un simbolo di doppiezza, mentre in realtà è uno degli dei più amorevoli e fighi che siano mai stati concepiti. Poiché guarda al futuro senza dimenticare il passato, butta un occhio all’esterno avendo cura dell’interno; non a caso, una sua effige veniva posta sull’uscio delle abitazioni, come nume tutelare, oppure agli angoli delle strade e all’imbocco dei ponti, a proteggere la via in ambo le direzioni. Allo stesso tempo, per sua intrinseca natura, Giano è il dio dei nuovi inizi e del perpetuo divenire.
Julio Baptista, con il granata Riccardo Colombo, in Torino-Roma del 18 gennaio 2009 (foto da qui)Paulo Dybala, con i compagni Stephan El Shaarawy e Leonardo Spinazzola e il granata Wilfred Singo, in Torino-Roma dell’8 aprile 2023 (foto dal web)Romelu Lukaku, con i compagni Bryan Cristante e Rasmus Kristensen, in Torino-Roma del 24 settembre 2023 (foto dal web)Ediz Dzeko, con il granata Ola Aina, in Torino-Roma del 19 agosto 2018 (foto dal web)
(Riassunto delle puntate precedenti: Augusta Taurinorum, sede di tante partite memorabili vissute dal vivo. Un tempo qui era tutto Impero Romano).
Quei primi approcci isolati mi servirono per maturare un più marcato interesse per l’esperienza dello stadio; la vicinanza geografica con uno e poi due impianti di Serie A e la facilità di collegamenti con essi agevolò il naturale sviluppo delle cose, e col passare degli anni avrei assistito, a Torino, a decine di partite. Per la maggior parte in casa del Toro, verso cui ho rispetto e simpatia perché, vivaddio, pur vivendo in una terra infestata di juventini e di altrimenti strisciati, conosco tanta gente granata di sani valori paragonabili ai nostri. In molte di queste partite in campo c’era la Roma, anche se non in tutte.
Diego Armando Maradona e Antonio Cabrini, capitani di Napoli e Juventus, in mezzo a Claudio Garella (a sinistra), Michael Laudrup, Stefano Tacconi e Massimo Bonini (a destra), Torino, 17 aprile 1988 (foto tratta da qui)
(Riassunto delle puntate precedenti: un cuneese a Torino, di stadio in stadio e di partita in partita).
Circa un anno dopo, di nuovo in aprile, con gli stessi amici e con il pullman dei gobbi braidesi, tornai in quello stadio per assistere a un Juventus-Napoli, con la segreta speranza di vedere i campioni d’Italia in carica rifilare una sonora lezione ai soliti parvenu con la maglia a strisce pedonali.
Rudi Völler a colloquio con il CT Franz Beckenbauer, Messico 86 (immagine tratta da qui)
(Riassunto delle puntate precedenti: Bill è di Cuneo, frequenta Torino in occasione di partite di calcio, la sua prima volta allo stadio colà fu un Juve-Roma di quando era un romanista di soli quindici anni).
Ultime due annotazioni su quella partita (solo due, giuro, poi passiamo oltre). La prima è ironica. Sempre grazie al web, insieme ai tabellini e con mia grande sorpresa, ho trovato su youtube un vecchio servizio RAI dell’incontro, in cui si riconosce la voce di Carlo Nesti che a un certo punto compare anche in video, nelle interviste post-match.
Sebino Nela e Aldo Serena (immagine tratta da qui)
(Riassunto delle puntate precedenti: Bill puntualizza di essere cuneese, indi afferma che Torino gli vada a genio soprattutto p’annà ao stadio).
La stagione era il 1986-87, l’ultima di Platini da loro e di Eriksson da noi, e gli anni ’80 che ci avevano visto duellare testa a testa con quegli antipatici altezzosi stavano ormai finendo.
(Riassunto delle puntate precedenti: per Bill come Cuneo c’è solo Roma, con Torino è questione di scarso feeling e di opportunità specifiche).
Dall’altro lato, nonostante molte cose nel frattempo siano migliorate – la suddetta stazione stessa, ad esempio, lungamente ammodernata, restaurata e ridipinta, ora l’è proprio bellina -, e seppure nel corso degli anni vi abbia scoperto svariati punti di mio interesse e gradimento, che a pensarci non sono pochi e non te li sto dunque a enumerare, non è che tuttora ‘sta città si sforzi molto di apparirmi più accattivante.
Piazza GalimbertiPiazza GalimbertiCorso NizzaLa BisaltaCorso NizzaCorso NizzaViale degli AngeliCorso NizzaOspiti illustri sotto i portici di piazza GalimbertiPiazza GalimbertiVia RomaVia RomaVia RomaVia RomaViale degli AngeliVia RomaVia Roma
(Riassunto della puntata precedente: da Cuneo a Torino e oltre, con la Roma in fondo al cuor).
Precisiamo: io sono cuneese. É pur vero che, abitando a Bra, mi trovo in posizione eccentrica rispetto alla Provincia Granda, nonché equidistante da Cuneo come da Torino. Ma io sono cuneese, non v’è alcun dubbio.
Torino, la curva Maratona dei tifosi del Toro, stadio Olimpico Grande Torino, in un’immagine tratta da qui
Caro Dave,
poiché al prossimo Grande Anniversario manca ancora qualche settimana e ci avanza un po’ di tempo, ne approfitto per alcune brevi note su un aspetto cui finora ho solo accennato.
Ovvero, il mio rapporto con la grande città del Nord a me più prossima, il capoluogo di codesta regione pedemontana.