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Torino, la curva Maratona dei tifosi del Toro, stadio Olimpico Grande Torino, in un’immagine tratta da qui

Caro Dave,

poiché al prossimo Grande Anniversario manca ancora qualche settimana e ci avanza un po’ di tempo, ne approfitto per alcune brevi note su un aspetto cui finora ho solo accennato.

Ovvero, il mio rapporto con la grande città del Nord a me più prossima, il capoluogo di codesta regione pedemontana.

Si tratta, peraltro, di argomenti estrapolati da una mail che avevo iniziato a scriverti verso fine settembre e che finii poi per non inviarti, preferendo concentrarmi meglio sull’attacco dell’arco narrativo che ci vede fin qui procedere con ritmo adeguato e fluido. Approfitto dell’occasione per recuperare quei contenuti e proporteli qui, ora, a guisa di quegli articoli pronti nel cassetto da tirar fuori al momento opportuno; per riempire le pagine, diciamo, anche se a dire così par quasi brutto, del genere che Francesco Costa definirebbe “articoli da lunedì”.

Una mail che iniziava in questo modo (giusto perché non so mai rinunciare a una buona citazione, o anche solo a una citazione e basta – e questo so di averlo già sottolineato in precedenti occasioni – pure se nel farlo capita di dover citare me stesso, cosa cui non mi sottraggo):

Augusta Taurinorum, Gallia Cisalpina, inizio autunno MMDCCLXXVI
(Settantasei: che bel numero! Mi fa pensare a Checco, sempre sia lodato.)

L’anno è espresso come anno di Roma, of course, il che forse non dice tutto, ma qualcosa sì, credo, sul rapporto di cui sopra.
Mi spiego meglio: anche in questo caso, come in molti altri, posso affermare senza tema di smentita come tutto venga da Roma e tutto a Roma ritorni.  
Ma non si stava parlando di Torino?
Appunto.

Bene, cominciamo.

(segue)


CREDITS, NOMI E RIFERIMENTI:

Checco | Francesco Costa | Roma (associazione sportiva, daje sempre) | Roma (città metropolitana) | Torino

e poi

Anno di Roma, quasi tremila primavere e non sentirle.

Settembre, andiamo è l’incipit della poesia I Pastori di Gabriele D’Annunzio, antica rimembranza dei tempi andati in cui, a scuola, mi si chiedeva di imparare poesie a memoria. Citazione colta, dunque, utilizzata per l’occasione in riferimento alla collocazione temporale dei post di questo capitolo.