
Carissimi,
mi collego a questo thread promosso dall’amico Giovanni (che giocatore!) sulla pagina Facebook di Astuzia&Còre, ottimamente gestita e diretta da n’antro amico nostro, mi fratello don Andrés, per sviluppare qui alcune mie rimembranze e considerazioni tecnico-tattiche le quali, data la mia proverbiale capacità di sintesi, porterebbero via troppo spazio nei commenti dentro i commenti sotto un post di Facebook, appunto.
Prima, però, alcune puntualizzazioni credo doverose in risposta alle domande che qualcuno di voi, probabilmente, si sta ponendo leggendo queste mie prime righe dopo molto tempo. Vero che ve le state ponendo, le domande? Diciamo di sì, dai.
Prima domanda: dov’eri sparito?
Prima risposta: mi appello al quinto.
Aggiungo solo che, fra le altre cose, ho incontrato e coltivato amicizie e frequentazioni sempre meno infrequenti e sempre più nutritive con persone meravigliose che ho la fortuna di chiamare amiche e sono, queste persone, di Roma e dintorni, prevalentemente, e nondimeno romaniste, tutte quante. Il che, ne converrete, è assai bello e importante perché, se è vero che io non discrimino territorialmente e nemmeno calcisticamente (oddio, calcisticamente forse un po’ sì, diciamolo), è altrettanto vero che il corollario secondo il quale li mejo so daa Roma trova in queste persone amiche una corroborante quanto entusiasmante conferma. Fra li mejo va da sé che mi ci metta anch’io, che ve lo dico a fare, sempre sottolineando che esistono comunque rare quanto piacevolissime eccezioni, che costituiscono le mie amicizie di più lunga data e sono peraltro i motivi per cui mi ritrovo di nuovo qui, dopo un silenzio non breve, a raccontar loro un po’ di cose nuove e ricordarne di meno nuove. Daje.
Seconda domanda: ma come, ti rivolgi direttamente ai tuoi quattro lettori così, senza alcuna finzione letteraria almeno accennata? Non usavi solo Vladivostok per rompere la quarta parete? E Bill, e Dave, che c’eravamo tanto affezionati, che fine hanno fatto?
Seconda risposta: a parte che le domande non sono una ma tre, andiamo con ordine. Per citare un film famoso che a me non è che abbia lasciato grandi ricordi se non questa frase (e una dimenticabile comparsata di Monica Bellucci che insiste nel doppiarsi da sola rendendo felici i canguri tanto cari al maestro Leo Ortolani), “esistono alcune cose a questo mondo, […] che non cambieranno mai. […] Altre invece cambiano.” Fra le cose che non cambieranno mai c’è Roma e tutto ciò che essa rappresenta per me e pe sto monno nfame. Fra quelle che invece cambiano, possiamo annoverare la composizione, la struttura e gli scopi di alcuni dei miei blog tematici. Vladivostok ancora vive e lotta insieme a noi ma – non avvertendo io, oggi, la necessità o il desiderio di celarmi dietro un alter ego narrativo – d’ora in avanti avrà essenzialmente la funzione di ospitare le schede di Vladipedia, e sarà tutto. Bill e Dave torneranno, forse anche presto, al di là del fatto che Dave non si sia in realtà mai palesato ma (attenzione!) un giorno – magari non lontano – potrebbe farlo, so stay tuned.
Quanto al mio rinnovato entusiasmo narrativo, mi piace ricordare il verso di una poesia scritta da una giovane e bella donna che vidi una sola volta ma fu sufficiente per coglierne la bellezza non solo esteriore, e la fragilità di appartenere al novero delle persone che, come me, ogni tanto attraversano momenti di eclissi in compagnia dei propri affezionati darklings: “Io, quando risplendo, trascino”, scriveva quella donna giovane e bella e un po’ tormentata.
Allo stato attuale, anch’io risplendo come Johnny Storm nel suo prime e, proprio come la Torcia Umana dei Fantastic Four, per una volta lo sto facendo senza consumarmi. Sul trascinare non saprei, ma casomai me lo saprete dire voi.
Fino a quando sarà così? E chi lo sa. Sperabilmente per sempre ma, come scrivevo giusto l’altro giorno a una delle altre persone meravigliose di questo gruppo di persone notevoli amiche e romaniste, “per sempre” è un concetto vago e retorico e siamo peraltro ben consapevoli che la vita possa fotterci in un milione di modi diversi in qualunque momento; i concetti retorici lasciamoli quindi a chi non ha di meglio da fare e godiamoci i momenti di autentica bellezza e trasporto, all’insegna del “chi vuol esser lieto, sia” che “di doman non c’è certezza”, come diceva Lollo il Magnifico (no il numero 7 e capitano della Roma, quell’altro, fiorentino, di un po’ di tempo fa), che quanto a sentirmi magnifico, di questi tempi, avoja.
Ordunque, fiamma! O, se preferite, fletto i muscoli e sono nel vuoto.
Ri-Cominciamo.
(segue)
CREDITS, NOMI E RIFERIMENTI:
Bill e Dave, si parla di loro nei link in alto sulla home page del blog principale, da cui partono tutti i miei post che poi si sviluppano altrove. Una delle cose che non è cambiata e che (forse) mai lo farà, perché trovo che ancora abbia senso e funzioni bene.
Darklings, se li conosci li eviti, peccato vivano dentro di te. E in fondo so simpatici, dai.
Fiamma! Tipica esclamazione di Johnny Storm quanno che se accenne, quanno che pija foco come no zolfanello, insomma. Che poi, a spegnerlo, sai che ustioni. Verrebbe da domandarsi come sia possibile che non gli vadano a fuoco i vestiti, se non fosse che la risposta la conosciamo già: tessuti a molecole instabili inventati dal cognato Reed Richards, non a caso detto Mr Fantastic. Excelsior!
Fletto i muscoli e sono nel vuoto, frase tormentone di Rat-Man (vedi alla voce Leo Ortolani), peraltro assai poco dotato dei muscoli medesime. Stacce, Ratty.
I canguri di Leo Ortolani (di cui alla voce relativa più sotto) sono un tormentone noto ai fans del geniaccio pisano/parmigiano il quale, sul proprio blog – sì, anche il grande Leo Ortolani ha un blog su WordPress, daje – e, in particolare, nella sezione CineMAH, osserva spesso come il risultato di certe scelte di casting non possa spiegarsi altro che col fatto che esse, le scelte appunto, debbano incontrare il favore e il divertimento di un comitato di approvazione composto da canguri. Sennò, giusto per fare un esempio coerente con il resto del mio post scritto proprio da mastro Leo (l’esempio dico, non il post), non si spiegherebbe come sia possibile che, per interpretare Susan Storm ne I Fantastici Quattro del 2005 e poi nel sequel del 2007, ovvero per dare vita sullo schermo al personaggio della Donna Invisibile che è l’archetipo di una donna nordica e anche un po’ algida, sia stata scelta Jessica Alba. Attrice bravissima e bellissima, I love her, epperò ispanica e caliente come poche. Le cronache narrano che nell’occasione i canguri risero davvero moltissimo. Forse ogni tanto, ripensandoci, pur dopo 20 anni, ancora lo fanno.
I commenti dentro i commenti so cosa nostra, un tormentone di noantri che apparteniamo al gruppo Facebook noto come Sala Fumatori in cui co la maggior parte degli amici di Roma ci siamo trovati, riconosciuti, apprezzati, incontrati di persona, mo stamo già da n’altra parte, ma è sempre bello ricordare le origini, come tanti piccoli Wolverine.
Johnny Storm, fratello di Susan e cognato di Reed Richards, è la testa calda (lui direbbe il fiammeggiante eroe) dei Fantastici Quattro, completati da Benjamin “Ben” Grimm alias la Cosa alias il nipote preferito di zia Petunia, che nessuno ha mai veduto e dunque non si sa se davvero esista oppure sia solo una figura retorica. Johnny, che ve lo dico a fare, è solo una delle varie Torce Umane dell’universo (anzi, del multiverso) Marvel, nel quale i pirocineti si sprecano da tanti che ne esistono. É peraltro indubbio che egli sia la Torcia Umana più famosa, che in quest’era moderna e cinematografica del XXI secolo venne interpretato inizialmente da Captain America. Cioè da Chris Evans. Che in seguito è stato anche Captain America, personaggio che appartiene al medesimo universo narrativo dei FQ, generando non poca confusione negli spettatori meno attenti e non poca ilarità nei suddetti canguri.
Leo Ortolani, noto e apprezzato fumetterie – come si definisce lui stesso – nelle vesti del quale ha dato vita a Rat-Man. Ma non aveva detto che quella sera aveva judo? Vai a sapere.
Lorenzo (Lollo) de’ Medici, detto il Magnifico, fra le altre cose fu autore di una celeberrima canzone di cui tutti, me compreso, ricordano solo le prime quattro righe. Da non confondersi con Lorenzo (Lollo) Pellegrini, numero 7 e capitano emerito daa Maggica, a cui sono molto affezionato sia umanamente che calcisticamente e che putroppo, in questo momento come troppo spesso ormai gli succede, è alle prese con un infortunio. Daje Lorè!
Mi appello al quinto si riferisce al V emendamento della costituzione USA, che riconosce il diritto di non rispondere, anche se interrogati in un’aula di tribunale, a domande che potrebbero indurre il teste ad auto-incriminarsi.
Monica Bellucci, attrice italiana che, a sentire gli addetti ai lavori, piace un botto; però non fa fine, dunque impegna.
Roma (città), luce del mondo.
Roma (squadra di calcio), luce giallorossa facente parte della luce del mondo.
Un film famoso, capirai, si tratta di Matrix Reloaded.
Vladipedia, ma ce n’era proprio bisogno? Sì.
Vladivostok, uno direbbe una nota città siberiana. Non questa volta.
Pingback: E uscimmo a riveder le stelle | Julian Vlad
Che dire? Lieta di ritrovarti! Bentornato!
https://viracconto1.blogspot.com
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Grazie! Avevo scommesso che il primo commento sarebbe venuto da te, mi piace vincere facile 😉
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